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Ammesso il risarcimento per danno da fermo tecnico, se l'auto è stata ferma "per un certo tempo"
Con sentenza n. 13215 del 2015, i giudici della Suprema Corte hanno sancito il principio per cui il c.d. "danno da fermo tecnico", patito dal proprietario di un autoveicolo a causa della impossibilità di utilizzarlo durante il tempo necessario alla sua riparazione, può essere liquidato anche in assenza di una prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall'uso effettivo a cui esso è destinato. Leggi >
Presupposti affinché il bene caduto in comunione ereditaria venga assegnato al maggior quotista
La Corte di Cassazione con sentenza 08-06-2015, n. 11823, chiarisce quali siano i necessari presupposti per addivenire, in sede di divisione ereditaria, all'attribuzione del bene controverso in favore del coerede che si assume quale maggior quotista e, quindi, per ravvisare l'indivisibilità dello stesso. A tal proposito risulta ribadito che il concetto di comoda divisibilità di un immobile presupposto dall'art. 720 c.c. postula, sotto l'aspetto strutturale, che il frazionamento del bene sia attuabile mediante determinazione di quote concrete suscettibili di autonomo e libero godimento, che possano formarsi senza dover fronteggiare problemi tecnici eccessivamente costosi e, sotto l'aspetto economico-funzionale, che la divisione non incida sull'originaria destinazione del bene e non comporti un sensibile deprezzamento del valore delle singole quote rapportate proporzionalmente al valore dell'intero, tenuto conto dell'usuale destinazione e della pregressa utilizzazione del bene stesso. Si è anche specificato che la non comoda divisibilità di un immobile, integrando un'eccezione al diritto potestativo di ciascun partecipante alla comunione di conseguire i beni in natura, può ritenersi legittimamente predicabile solo quando risulti rigorosamente accertata la ricorrenza dei suoi presupposti, costituiti dalla irrealizzabilità del frazionamento dell'immobile, o dalla sua realizzabilità a pena di notevole deprezzamento, o dalla impossibilità di formare in concreto porzioni suscettibili di autonomo e libero godimento, non compromesso da servitù, pesi o limitazioni eccessivi. Va, peraltro, ricordato il principio generale in base al quale, in tema di divisione ereditaria di immobili indivisibili (o non comodamente divisibili), la richiesta di attribuzione del bene da parte del coerede titolare della maggior quota (richiesta che, attenendo alle modalità di attuazione della divisione, si risolve in una mera specificazione della domanda introduttiva di scioglimento della comunione ed è, pertanto, proponibile per la prima volta anche in appello) vincola il giudice alla pronuncia di assegnazione per l'intero con addebito dell'eccedenza alla porzione dell'istante, salvo la comprovata esistenza di gravi motivi, concernenti l'interesse comune dei condividenti stessi. Leggi >
L'inefficiacia del contratto concluso dal falsus procurator è rilevabile d’ufficio
Con sentenza n. 11377 del 2015 la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha affronto la dibattuta questione relativa a se l'inefficacia del contratto stipulato dal falsus procurator possa essere rilevata d'ufficio o solamente su eccezione di parte. Nella citata sentenza i giudici di legittimità hanno sancito il principio per cui per se il difetto di rappresentanza risulti dagli atti, il giudice non può non tenerne conto anche nel caso in cui non ricorra la richiesta della parte interessata. Leggi >
Per l'mpugnazione di un testamento olografo falso occorre proporre una domanda di accertamento negativo
Con Sent. n. 12307 del 2015, le Sezioni Unite sono intervenute sul contrasto giurisprudenziale relativo alle modalità di impugnazione del testamento olografo, affermando il principio secondo il quale nel caso in cui nell’ambito di una controversia giudiziaria nella quale si discuta del riconoscimento di diritti successori discendenti dall’esecuzione delle disposizioni di un testamento olografo, la parte che contesti l’autenticità di questo atto di ultima volontà, la stessa è tenuta a proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura testamentaria e, quindi, secondo i principi generali applicabili in ordine a questo tipo di azione, incombe sulla medesima parte l’onere di allegare e produrre le relative prove del suo assunto. Leggi >
Polizza rca: le operazioni di carico e scarico sono coperte
La Suprema Corte a Sezioni Unite ha precisato che nell'ampio concetto di circolazione stradale indicato nell'art. 2054 c.c. è compresa anche la posizione di arresto del veicolo, in relazione all'ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, nonché alle operazioni eseguite in funzione della partenza o connesse alla fermata e con riguardo a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale esso può circolare nelle strade. Solo i mezzi stabilmente impossibilitati a muoversi non assurgono al concetto di veicolo. Ne consegue che per la operatività della garanzia per la R.C.A. è necessario il mantenimento da parte del veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull'area ad essa parificata, delle caratteristiche che lo rendono tale sotto il profilo concettuale. È, dunque, necessario che il veicolo possa intendersi tale in relazione alle sue funzionalità, sia sotto il profilo logico che sotto quello di eventuali previsioni normative, risultando, invece, indifferente l'uso che in concreto si faccia dello stesso, sempre che rientri in quello che secondo le sue caratteristiche il veicolo può avere. (Nel caso concreto l'esigenza di chiarificazione non attiene all'apparente contrapposizione tra lo stato di movimento e quello di quiete del veicolo, ma riguarda, appunto, l'aspetto operativo/funzionale, ovvero lo svolgimento di specifiche operazioni funzionali alle caratteristiche strutturali proprie del mezzo; specificamente l'utilizzo del braccio elevatore per l'operazione di carico, da intendersi rientrante nel concetto di circolazione, come inteso dall'art. 1, L. n. 990 del 1969 in combinato disposto con l'art. 2054 c.c.. Leggi >
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