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L'onere della prova in tema di responsabilità medica
Con sentenza del  26 febbraio 2020, n. 5128  la Suprema Corta, in conformità al costante indirizzo giurisprudenziale, ha ribadito che ove sia dedotta una responsabilità contrattuale della struttura sanitaria per l'inesatto adempimento della prestazione sanitaria, il danneggiato deve fornire la prova del contratto e dell'aggravamento della situazione patologica (o dell'insorgenza di nuove patologie per effetto dell'intervento) e del relativo nesso di causalità con l'azione o l'omissione dei sanitari, restando a carico dell'obbligato la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile.   Leggi >
Si applica la presunzione di corresponsabilità ex art. 2054 c.2 c.c. quando la dinamica del sinistro non è certa
La terza sezione civile della Suprema Corte con la recente sentenza n. 7479 del 20.03.2020 ha precisato che la ratio dell’art. 2054 c.c., comma 2, è quella di fornire un criterio sussidiario in tutti i casi in cui l’accertamento delle condotte non consenta di giungere a conclusioni certe circa l’imputazione della responsabilità del sinistro. Ne deriva che in tema di scontro tra veicoli, la presunzione di eguale concorso di colpa stabilita dall’art. 2054 c.c., comma 2 opera soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentano di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l’evento dannoso e di attribuire le effettive responsabilità del sinistro.e qui il testo. Leggi >
Famiglia di fatto e patrimonio comune
La Suprema Corte, con l’ordinanza del 7 giugno 2018, n. 14732 in tema di scioglimento di una convivenza more uxorio, ha stabilito che i contributi, in lavoro o in natura, volontariamente prestati dal partner di una relazione personale per la realizzazione della casa comune non sono prestati a vantaggio esclusivo dell' altro partner a titolo di obbligazione naturale e, pertanto, non sono sottratti alla operatività del principio della ripetizione di indebito. Così come ha ribadito che in caso di conto corrente cointestato tra due conviventi di fatto, si presume che entrambi abbiano contribuito a determinare l'ammontare del deposito in parti uguali; pertanto, dal momento dello scioglimento della convivenza, ciascuno ha diritto all'attribuzione del 50% delle somme presenti sul conto, se l'altra parte non dimostri una diversa misura dei conferimenti. Leggi >
Comune responsabile per i danni non patrimoniali conseguenti a immissioni sonore
Con sentenza n. 2611 depositata il 1° febbraio 2017, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha sancito che dalla condotta colpevole del Comune che non esercita i poteri di vigilanza dopo la concessione del suolo pubblico, consegue la responsabilità dell'ente per i danni non patrimoniali. Leggi >
La contestazione delle bollette di utenze misurate con contatore
La giurisprudenza ha espressamente statuito che nei contratti di somministrazione di utenze in cui i consumi sono calcolati mediante un contatore, al sistema di lettura a contatore è riconosciuto il valore di una presunzione semplice di veridicità, che può essere smentita con qualsiasi mezzo di prova. Sulla scorta di tale principio la Corte di Cassazione ha precisato che in caso di contestazione dei consumi da parte del somministrato, grava sul somministrante l'onere di provare che il sistema di rilevazione dei consumi (ovvero il contatore) fosse perfettamente funzionante, mentre grava sul fruitore l'onere di provare che l'eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo e che non avrebbe potuto evitare con una diligente custodia dell'impianto ovvero di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del misuratore ovvero determinare un incremento dei consumi.( Cass. civ. Sez. III, 22/11/2016, n. 23699) Leggi >
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