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Il riconoscimento dell'assegno di divorzio e le potenzialità professionali dell'ex coniuge
Con recente sentenza n. 3661/2020 la Suprema Corte ha precisato che il riconoscimento dell'assegno di divorzio in favore dell'ex coniuge richiede l'accertamento dell'inadeguatezza dei mezzi dell'ex coniuge istante e dell'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive. Tale accertamento investe l'eventuale rilevante disparità della situazione economico-patrimoniale degli ex coniugi, in sè e sotto il profilo della dipendenza di una simile situazione dalle scelte di conduzione della vita familiare adottate e condivise in costanza di matrimonio (Cass., Sez. U., 18287/2018). Assumono dunque rilievo la capacità dell'ex coniuge di procurarsi i propri mezzi di sostentamento e le sue potenzialità professionali e reddituali piuttosto che le occasioni concretamente avute dall'avente diritto di ottenere un lavoro. Secondo i giudici della Suprema Corte ai fini del riconoscimento dell'assegno divorzile e della sua quantificazione assumono pertanto rilevanza le potenzialità professionali e reddituali personali, che l'ex coniuge è chiamato a valorizzare con una condotta attiva, piuttosto che al contegno, deresponsabilizzante e attendista, di chi si limiti ad aspettare opportunità di lavoro riversando sul coniuge più abbiente l'esito della fine della vita matrimoniale. Leggi >
Anche in caso di affido condiviso il giudice può disporre lo spostamento di residenza di uno dei genitori
La Suprema Corte con la recente sentenza del 19 febbraio 2020, n. 4258 ha sancito che anche in caso di affido condiviso del figlio, in una situazione di posizioni contrapposte dei due genitori,  il giudice deve adottare la soluzione che ritiene suscettibile di una migliore aderenza alla cura e allo sviluppo del minore. Per mantenere inalterati i tempi di frequentazione col figlio, può essere pertanto legittimamente disposto che sia il genitore disoccupato a spostarsi nella città in cui il minore convive. La Corte ha precisato che tale provvedimento non può considerarsi come restrittivo della libertà personale e di residenza del genitore onerato in quanto esso viene adottato per rispondere alle esigenze di una piena frequentazione della figlia con entrambi i genitori. I Giudici precisano inoltre che tale provvedimento non è coercibile e che pertanto nell'ipotesi di un rifiuto del genitore obbligato, si imporrà di fatto la stabile residenza di del figlio presso l'altro genitore in attesa della eventuale revisione del collocamento. Leggi >
E' legittimo il controllo "difensivo" o "a distanza" dell'agenzia investigativa su condotte potenzialmente illecite del lavoratore
Per pacifica giurisprudenza il controllo del dipendente mediante agenzia investigativa è da ritenersi illegittimo, ai sensi degli artt. 2 e 3 St. Lav., quando riguarda il corretto adempimento dell'obbligazione contrattuale del lavoratore di prestare la propria opera. Ne deriva che la prova di un illecito disciplinare ottenuta con l'ausilio dell'agenzia investigativa, è inutilizzabile in giudizio. E' pertanto da considerarsi legittimo il controllo “occulto” attraverso investigatori privati, nei casi in cui lo stesso abbia natura difensiva, sia cioè finalizzato a tutelare l’azienda da comportamenti illeciti del dipendente (ex multis Cass. 22 maggio 2017 n. 12810). In relazione ai controlli a distanza c.d. difensivi il datore di lavoro non è pertanto obbligato a informare il dipendente circa l’attivazione di un controllo tramite agenzia investigativa. Leggi >
Il reato di violazione obblighi di assistenza familiare ex art. 570 bis c.p. é perseguibile d'ufficio
Il pacifico orientamento della giurisprudenza di legittimità, ribadito nella recente sentenza della Cassazione Penale n. 7277/2020, ritiene che il delitto di omesso versamento dell'assegno periodico per il mantenimento e l'istruzione dei figli minori, previsto dall'art. 570-bis c.p. è perseguibile d'ufficio. Leggi >
I genitori possono agire direttamente nei confronti dell'assicuratore in caso di infortunio dell'alunno
La Cassazione con ordinanza del 12 marzo 2020, n. 7062, sulla base del canone ermeneutico per cui nell'interpretazione del contratto occorre basarsi sul senso letterale delle parole e delle espressioni utilizzate, ha ritenuto che l'assicurazione sia da considerasi stipulata per conto altrui e, quindi, azionabile direttamente dal danneggiato,  qualora la polizza utilizzi il termine “assicurato” con riferimento allo “scolaro” e non all’ “istituto scolastico”. Leggi >
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